420 FourTwo0

Le grandi rivoluzioni nascono sempre da forti proibizioni. Ecco la storia di 420 FourTwoO, il brand giapponese determinato a cambiare le cose

Si chiama 420 FourTwoO, nome già di per sé fortemente esplicativo. Se si guarda alle sue radici, è un brand estremamente provocatorio, nato per contrastare la volontà istituzionale di nascondere la polvere sotto il tappeto. Se si guarda ai suoi obiettivi, è un brand che mira alla libera espressione dell’individuo, considerato un valore non negoziabile. Scopriamo insieme cosa si cela sotto la nascita di 420 FourTwoO, il nuovo brand giapponese ispirato alla cannabis.

420 FourTwoO, molto più di un numero

Il nome scelto dal fondatore del brand Keisuke Kuribara è tutt’altro che casuale, malgrado suoni benissimo già da sé. Gli adepti saranno già a conoscenza di questo termine, che fa pienamente parte dello slang di cultori, amanti e consumatori della cannabis. È un vero e proprio modo di identificarsi con la cultura della Marijuana, che va ben oltre a ciò che ancora viene definito come “consumo di sostanze stupefacenti”.

420 FourTwo0 era in origine il nome del progetto dei Waldos, gruppo di giovani californiani che negli anni ‘70 organizzarono un’originale caccia al tesoro. Il bottino era una piantagione segreta di cannabis, da rintracciare mediante una mappa lasciata proprio dal suo coltivatore. Inizialmente, 4:20 (p.m.) non era che l’orario pattuito dai ragazzi per riunirsi al luogo d’incontro e dare avvio alle ricerche.

Ben presto, però, la storia divenne leggenda, e quell’orario diventò un simbolo. 420 FourTwoO è un modo per parlare di lei, è l’orario ideale per consumarla, è addirittura la data di una festa per celebrarla. Tutt’ora esiste una festività in America, che si svolge, appunto, il 20 aprile, in cui la controcultura celebra la cannabis e ne sostiene la legalizzazione. Ma ce n’è davvero ancora bisogno?

Cannabis vs mundus: veto o consenso?

La nostra innata percezione eurocentrica del mondo potrebbe farci peccare di superficialità. Viviamo tutto sommato in un paese libero e, al netto di qualche notizia di passaggio al tg, non sappiamo proprio niente di ciò che accade davvero nel resto del mondo. Né possiamo averne realmente idea. Vivendo in un Paese tutto sommato libero, potremmo aver dimenticato (o mai conosciuto) cosa significhi davvero lottare per un diritto.

Il primo veto per la cannabis fu il Marijuana Tax Act, emanato da Roosvelt negli Stati Uniti nel 1937. Negli anni successivi, molti Paesi, soprattutto occidentali, seguirono l’esempio. Tuttavia, è molto indicativo il fatto che sia proprio la California, meno di un secolo dopo, la prima a legalizzare il consumo di Marijuana a scopo terapeutico. E che ad oggi, altri 30 Stati Federali USA siano ritornati sui propri passi. Lo stesso accade anche in Australia, Canada, Cile, Colombia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Paesi Bassi, Perù, Polonia e Regno Unito.

In tutti questi luoghi si è dato credito alle ricerche scientifiche che, dati alla mano, dimostrano come il CBD (Cannabidiolo) e il THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo) possano aiutare in patologie come epilessia, HIV, sindome di Tourette, sclerosi multipla e tantissime altre. Tuttavia, basta un breve sguardo alla mappa globale, per rendersi conto che la strada da fare è ancora tantissima. E che sì, è ancora più che opportuno parlare di 420 FourTwoO.

La Marijuana in Giappone, legislazione da dopoguerra

Senza dubbio quella giapponese è tra le civiltà più affascinanti e controverse del mondo. Tuttavia, a codici culturali singolari e intriganti, si affiancano regole comportamentali rigide e talvolta anacronistiche. La legislazione a proposito del consumo di cannabis è una di queste: essa è rimasta praticamente invariata sin dal periodo postbellico. Ciò significa che la circolazione e il consumo di Marijuana sono vietati in ogni loro declinazione. Che sia per uso ricreativo o terapeutico, Indica o Sativa, psicotropa o light, la cannabis è tuttora al bando.

L’aspetto curioso della vicenda è che persino reperti archeologici risalenti al 7000 a.C. rivelano ampia diffusione di questa pianta, impiegata per la produzione di utensili, armi e indumenti. Sino agli anni ‘50, la coltivazione della Canapa offriva impiego a più di 25000 giapponesi. Altrettanto bizzarro è che tanto la composizione del suolo quanto il clima fanno del Giappone un Paese perfetto per la coltivazione di Marijuana.

Il primo vero veto postbellico fu imposto per ragioni di natura economico-politica, nonché perché con la resa il Giappone svendeva parte della propria identità culturale agli USA. È quasi scandaloso che, ad oggi, ancora nulla sia cambiato. Il possesso di cannabis in Giappone è tuttora fortemente perseguito e duramente punito. Fattore che incrementa, ovviamente, fenomeni quali criminalità organizzata e una notevole compromissione della qualità della cannabis in circolazione.

Le pene da pagare per chi viene sorpreso in flagrante sono parecchio dure. Si inizia con il rischio di essere denunciato da un semplice civile, un passante terrorizzato dall’idea di peccare di omertà. Si entra quindi in uno stato perfettamente opposto rispetto a quello del diritto occidentale, ovvero si è ritenuti colpevoli sino a prova contraria. Infine, si rischia l’espulsione a vita dal Paese, oppure la condanna a cinque anni di carcere con lavori socialmente utili.

 420 FourTwoO, la rivoluzione parte dal design

Gettate queste doverose quanto cospicue premesse, è molto più semplice percepire lo spirito insurrezionalista del brand fondato da Keisuke Kuribara. Un brand con gli attributi, senza ombra di dubbio. Un brand che non si accontenta delle classificazioni e delle etichette, che rivendica la libertà di andare oltre alle apparenze. Di recuperare e valorizzare quel legame millenario che unisce la cannabis alla propria cultura e alla propria identità.

Il messaggio di 420 FourTwoO potrebbe essere così riassunto:

Nonostante la storia del Giappone sia profondamente connessa con la Cannabis, essa è tuttora illegale.

Tuttavia, l’amore nei suoi confronti non ha nulla di illegale!

Rilassiamoci”.

In questo modo, come negli anni ‘70 420 è diventato un linguaggio in codice per i cultori della materia, così 420 FourTwoO vuole aggregare gli amanti della cannabis, in Giappone e nel mondo. Alzare la testa e la voce, per far presente che queste persone esistono, sono tante e non possono più soccombere. In ballo, ovviamente, c’è molto di più di qualche “storia” tra amici:

Ho fatto le mie ricerche in campo medico, legale, storico. I risultati hanno totalmente ribaltato l’educazione giapponese che avevo ricevuto”.

La presa di consapevolezza di Keisuke Kuribara riguarda l’impiego della cannabis in campo medico, nonché i benefici che essa è in grado di procurare a corpo e mente. Si tratta tutto sommato di una sostanza pacifica, che non eccita né istiga alla violenza. L’obiettivo del brand è quello di devolvere una percentuale di introiti ad Organizzazioni che si battono per cambiare le cose, compresi i gruppi ambientalisti. Infatti, la coltivazione di cannabis è anche molto più ecologica delle altre, utilizzando meno acqua e producendo meno rifiuti.

La linea 420 FourTwoO

Come tutte le cose destinate a crescere, 420 FourTwoO parte con prudenza. La linea lanciata, ad oggi, consta soprattutto di t-shirt e un berretto. Lo stile del brand è totalmente urban, essendo Keisuke un appassionato di hip-hop. Il taglio dei capi è minimalista, con quel tanto che basta per distinguersi da tutti gli altri. I loghi degli articoli, infatti, non lasciano spazio all’immaginazione. Da una grande mano che fuma ad uno smile composto da foglie di Marijuana, sino alla irriverente frase “Shosen Tandanokusa”, traducibile come “ad essere onesti, è solo erba”. I meno sfacciati, se di sfacciataggine si parla, potranno optare per la t-shirt FTO, semplice abbreviazione di 420 FourTwoO. I colori scelti per l’intera collezione sono i due “non colori” per eccellenza dello streetwear, il bianco e il nero, con i loghi sempre a contrasto.

Continueremo a seguire 420 FourTwoO e la sua coraggiosa battaglia, e ci auguriamo che presto ci giungano dal Giappone altre sfrontate novità.

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