Casey Cadwallader Mugler

Per anni Mugler è stato sinonimo di femminilità e mascolinità estrema, ma con Casey Cadwallader la maison ha cambiato i suoi canoni estetici.

In questo ultimo anno abbiamo visto i brand evolversi, avvicinarsi alle persone e proporre capi nuovi, più inclusivi e sostenibili. Una rivoluzione necessaria, fortemente desiderata dai consumatori, ma soprattutto ampiamente anticipata negli anni da Casey Cadwallader, il visionario direttore artistico di Mugler.

Foto copertina: courtesy of @cadwallader

Chi è Casey Cadwallader

Casey Cadwallader è un designer americano, ha studiato architettura alla Cornell e ha iniziato il suo percorso nel mondo della moda grazie a uno stage da Marc Jacobs. Prima di diventare direttore artistico di Mugler (nel dicembre 2017) ha lavorato per Loewe, Narciso Rodriguez e Acne Studios.

La sua formazione come architetto gli ha regalato una visione differente del fashion design, gli ha permesso di giocare con le forme e di vedere la struttura anatomica del corpo in un modo sconosciuto ad altri designer.

Mugler e Casey Cadwallader, l’inizio di una rivoluzione

Per anni Mugler è stato sinonimo di femminilità e mascolinità estrema, con capi architettonici, quasi trasgressivi, incentrati sulle forme e sul ruolo seduttivo della donna, che si vestiva per farsi notare.

Proprio per questo negli ultimi tempi la maison proponeva principalmente abiti da sera ed era scelta per vestire attrici e supermodelle per eventi importanti.

Con l’arrivo di Casey Cadwallader nel 2017 Mugler ha promesso un rinnovo del marchio, e così è stato. Con il designer è iniziata la rivoluzione della maison, senza stravolgere quello che è stato fatto in passato, ma portandolo a un livello superiore.

Cadwallader con il suo lavoro sta dando spazio sulla passerella ad un nuovo tipo di donna, lontano dai canoni tradizionali che la moda ha imposto negli anni.

Non più una seduttrice che si veste per farsi notare, ma una donna che si veste per se stessa, che vuole esprimere il suo modo di essere e la sua forza attraverso i suoi abiti.

In un’intervista a thelovemagazine ha dichiarato:

Sapevo che il genere era un argomento molto importante in Mugler, perché è così carico di sessualità. E penso che sia per questo che sto davvero cercando di mostrare le persone, come si identificano e quali sono le loro storie specifiche. Ogni singola persona è così diversa da un’altra. E invece di inventare supereroi come lui [Thierry Mugler], o questi archetipi, sto cercando di trovare persone che, per come sono già, siano interessanti e consapevoli di sé.

Rivoluzione Cadwallader, addio ai canoni classici della moda

La sua rivoluzione è partita dalla scelta di non volere solo modelle ventenni sulle sue passerelle, ma anche modelle mature. Cadwallader sostiene che la donna adulta (specialmente nella sua visione per Mugler) ha già trovato se stessa, è completa e la sua età la rende speciale.

Ma il cambiamento non passa solo dall’età. Cadwallader ha diretto lo sguardo del brand verso una mentalità inclusiva, gender free e libera dai canoni tradizionali.

Per questo il designer sceglie come sue muse persone sicure di sé, sexy nel loro modo unico, senza curarsi della fisicità, del colore della pelle, del genere o del peso.

Basta guardare sullo shop di Mugler le taglie disponibili per i capi, taglie che vanno dalla 38 alla 48 (sul sito dalla 34 alla 44 in taglie francesi).

La nuova collezione P/E 2021 di Mugler e il film di presentazione

L’estro creativo di Casey Cadwallader per Mugler ha trovato il suo apice nella collezione primavera estate 2021, presentata con un film di 10 minuti diviso in due parti.

La prima parte è stata pubblicata a ottobre scorso, dura tre minuti e presenta la parte sportiva della collezione.

In questa prima parte del film realtà e virtuale si intrecciano in un’atmosfera che vuole celebrare la libertà di esprimersi e la possibilità di uscire e trovarsi con gli amici.

La seconda parte del film presenta capi più chic e sartoriali, ma distaccandosi completamente dalla classica idea di runway show.

L’atmosfera è cupa ed elegante, le modelle sono libere di esprimersi a modo loro sulla passerella, e se nel primo film si giocava con il contrasto tra virtuale e reale, qui Cadwallader gioca con la percezione: il video che vediamo è infatti completamente riprodotto all’indietro.

Il primo capo che vediamo sfilare è in realtà l’ultimo della collezione, i movimenti delle modelle sembrano innaturali e tutto acquisisce un aspetto strano e inquietante, da cui è impossibile staccare gli occhi.

Nel pieno rispetto della filosofia di Casey Cadwallader e di Mugler, in entrambi i film sono valorizzati diversi tipi di fisicità ed età: ogni look è inclusivo, genderless e senza età.

Per Casey Cadwallader sulla passerella, come nella vita reale, non ci sono differenze: Mugler è inclusione, community, e come spiega nell’intervista su mugler.com:

Voglio che Mugler sia per molti tipi diversi di donne, di tutte le età, taglie, colori e per ogni momento della giornata. Voglio vestire le persone che mi ispirano e che siano ugualmente ispirate dal marchio.   

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