myss keta

Bionda, sboccata, audace. M¥SS KETA è la regina e l’icona di una scena musicale tutta in divenire e difficilmente catalogabile tra il rap e l’elettronica.

In un contesto musicale dove spesso ascoltiamo cose molto simili tra loro, M¥SS KETA rappresenta una voce fuori dal coro, forte e innovativa. Dall’indie alla trap, siamo sempre più immersi in produzioni molto standardizzate, con nuovi artisti che spesso sono simili tra loro. Tutti rispondono agli stessi canoni musicali, tutti hanno gli stessi punti di riferimento e tutti dicono le stesse cose, o quasi.

M¥SS KETA è invece una cosa a parte, un’artista che non può piacere a tutti, perché i suoi testi e la sua musica sono provocatori e divisivi, ma questo non deve far passare in secondo piano i messaggi, comunque significativi, dietro le sue canzoni. Tutto il suo progetto, dai subtext delle sue canzoni alle produzioni, si configura come un grande tributo alla comunità LGBT.

M¥SS KETA è un’artista che provoca, gioca col trash e fa ballare

A differenza degli altri rapper che raccontano le difficoltà delle persone comuni, lei canta il lusso e lo sfarzo della vita milanese, utilizzando tanti stereotipi della vita meneghina. Nelle sue prime canzoni troviamo un modo edonistico di vivere la vita, fatto di stupefacenti ed erotismo, dove anche la televisione e il mondo pop degli anni ’80 e ’90 la fanno da protagonisti.

I suoi inizi risentono delle tonalità della musica house degli anni ’90. Molti testi di M¥SS KETA dei primi tempi potrebbero far tornare alla mente ambientazioni, ma anche “slogan”, tipici del Cocoricò e delle disco prima dell’avvento della trance; quando si ascoltava la musica, ma era importante anche ascoltare cosa dicevano speaker provocatori e coinvolgenti come Mc Massi e Matteo Sorbellini. Un mix di voci e musica coinvolgenti, caldi e sexy, che è facile ritrovare anche nelle sue prime canzoni.

M¥SS KETA è una cantante che non ha paura di dire la verità e di raccontare le bugie dietro falsi volti e leggende metropolitane.

Sexy più che mai, il suo look oscilla tra uno sguardo a Lady Gaga e un ritorno a Britney Spears; tra una pettinatura aggressiva e una camicia bianca sbottonata; tra una tuta aderente nera laccata e un maxi codino biondo super aggressivo. Un look ricco riferimenti che acquisiscono significato e storicità: da Andy Warhol a Matrix, fino alle barre di colore delle vecchie TV col tubo catodico.

Due elementi sono immancabili sul suo viso: una maschera e gli occhiali da sole. Un’altra sua caratteristica è infatti l’anonimato. Il mistero intorno alla vita privata del personaggio più dirompente dell’attuale scena musicale italiana è fitto, anzi fittissimo. E come altre personaggi di cui non conosciamo l’identità (Liberato, per restare al contesto musicale attuale), M¥SS KETA ha costruito il suo personaggio, la sua concezione mediatico-artistica e il suo successo, su assodate strategie di marketing attraverso un’immagine coordinata con musica (Riva), video (Simone Rovellini) e fotografia (Dario Pigato).

In questo continuo mix di pop e trash, entra di prepotenza anche la copertina del suo nuovo disco (Paprika), dove M¥SS KETA è seduta su un’enorme mortadella, e dove ognuno può cogliere i riferimenti che vuole.

Nel suo nuovo cd troviamo tantissime collaborazioni con artisti di successo (GemitaizGuè PequenoMahmood, ecc) e producer internazionali come PopulousGabry Ponte e Cacao Mental.

Su Instagram la sua community conta quasi 200 mila follower, mentre su Facebook si “ferma” a quasi 40 mila, segno che la sua musica, il suo modo di essere e di comunicare, anche sui social, sono più adatti a un pubblico più giovane, immediato e diretto, rispetto a quello più adulto, brontolone e avvezzo alle “discussioni” di Facebook. 

Al di là delle polemiche che un personaggio come il suo può creare, una cosa è certa: a M¥SS KETA non mancano coraggio e personalità, e pure qualche trovata terribilmente giusta.

Ti sei perso il suo ultimo video? Questo è per te!

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