Cristina Donati Meyer

Torniamo a parlare di street art e di un’artista che con le sue opere vuole smuovere le coscienze e arriva dritta al cuore: vi presentiamo l’artivista Cristina Donati Meyer

Noi di Klamour adoriamo la street art. Sul nostro blog abbiamo già parlato dei 20 street artist da seguire su Instagram, del più recente Breathe Project in Alto Adige, ma anche delle capsule collection dedicate alla street art. Oggi invece vogliamo presentarvi una street artist che ci ha catturato con le sue opere: l’artivista Cristina Donati Meyer.

Copertina: courtesy of @cdonatimeyer

No, ARTivista non è un refuso. Donati Meyer si definisce proprio così, con un termine nato dall’unione delle parole artista e attivista.

Chi è Cristina Donati Meyer

Classe 1985, Cristina Donati Meyer è un’artista dallo spirito ribelle e anticonvenzionale, che con le sue opere vuole denunciare i problemi sociali.

Nel suo percorso di studi ha frequentato l’Istituto d’Arte Rudolf Steiner e l’Accademia di Belle Arti di Brera che ha successivamente lasciato.

Si definisce ARTivista perché ogni sua opera ha un contenuto di denuncia sociale, trattando temi quali l’immigrazione, il razzismo, l’ambiente, la violenza sulle donne e anche temi legati alla pandemia.

Stile e opere di Cristina Donati Meyer: graffiti, affissioni, performance e installazioni

Leggendo sul suo profilo Facebook, Cristina Donati Meyer definisce così il suo stile:

Lavoro estetico e onirico, pittorico e materico confliggono e si contaminano con impegno sociale ed etico.

L’artivista utilizza diverse tecniche per mandare i suoi messaggi al mondo. Non solo i classici strumenti della street art come graffiti e stencil, Donati Meyer realizza anche affissioni, performance e installazioni, tutte con un forte impatto emotivo.

Tra le sue performance più famose ricordiamo “La morte della sposa” del 2013, in cui l’artista è rimasta appesa in abito da sposa a Porta Romana per rappresentare le vittime di femminicidio.

Sempre per il tema della violenza sulle donne, quest’anno in vista dell’otto marzo Donati Meyer ha colorato di rosa acceso parte della Darsena (con colorante alimentare, quindi non inquinante), per ricordare che le donne esistono e non solo in occasione della giornata internazionale delle donne.

Tra le affissioni è doveroso citare “Europa”, affissa nel 2018 sui muri di piazza San Babila in occasione dell’incontro tra Salvini e Orban e omaggio a tutte le vittime della rotta balcanica che speravano in un futuro migliore in Europa.

Una delle installazioni di Cristina Donati Meyer che a Milano ha destato più scalpore è senza dubbio quella sulla spesso dibattuta statua di Indro Montanelli negli omonimi Giardini di Porta Venezia, realizzata a giugno del 2020.

Per la sua installazione Donati Meyer ha fatto un’integrazione alla statua, aggiungendo sulle gambe di Montanelli il fantoccio di una bambina eritrea. Qualche settimana prima anche Non Una di Meno aveva protestato contro la statua, colorandola con della vernice rosa.

Street art e Covid, l’impegno sociale durante la pandemia

Anche nel periodo della prima ondata di Covid 19 Cristina Donati Meyer ha continuato il suo lavoro di denuncia sociale, portando all’attenzione pubblica temi come la drammatica situazione delle RSA e dei tagli alla sanità lombarda.

Una delle affissioni più belle, realizzate proprio a inizio pandemia, è dedicata alla comunità cinese in Italia, ingiustamente accusata di aver portato il virus nel nostro Paese e vittima di atti di razzismo. Con questa opera Donati Meyer vuole ricordare che è necessario combattere il virus, non le persone.

Le opere più recenti: Le donne afgane ringraziano e Gli Umarell dell’Afghanistan

Nelle ultime settimane Cristina Donati Meyer è tornata a far parlare di sé e delle sue opere con un’affissione e un’installazione dedicate a quello che sta succedendo in Afghanistan.

L’installazione “Le donne afgane ringraziano”, posizionata davanti alla fontana di Piazza Castello a Milano, è sicuramente un colpo al cuore per chiunque le passi davanti.

Raffigura una donna afgana crocifissa ed è un messaggio di denuncia per l’abbandono da parte di USA e Europa del territorio afgano, di cui maggiori vittime sono state appunto le donne.

Stesso tema per l’affissione “Gli Umarell dell’Afghanistan”, opera che ritrae Europa e USA come due anziani intenti a guardare un cantiere (Umarell in milanese). Il cantiere rappresenta lo Stato dell’Afghanistan e al suo interno possiamo vedere strazianti scene di guerra e abbandono.

Dove seguire Cristina Donati Meyer e dove trovare le sue opere

Per ammirare tutte le sue opere e le sue performance potete seguire Cristina Donati Meyer sul suo profilo Instagram, su Facebook e anche su Twitter.

Le sue opere si trovano affisse sui muri di Milano e di qualche altra città italiana (come Pescara, dove c’è il murale Love is Love)

Non tutte le opere però sono ancora in buono stato: alcune sono state vandalizzate o rimosse, ma per l’artista questo è il simbolo dell’impermanenza dell’arte di strada.

L’arte e le idee impegnate e innovative sono “divisive” per natura, non devono piacere a tutti, devono indurre le persone al dubbio, alla riflessione. Le certezze granitiche sono patrimonio di menti poco elastiche e curiose.

(da un’intervista per La Repubblica)

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