Digital Fashion

Il report di Lyst creato con The Fabricant analizza il fenomeno del Digital fashion e il futuro della moda. Si va verso lo screenwear, l’abbigliamento da schermo

Lyst, la piattaforma di ricerca globale dedicata alla moda, è ormai diventato un punto fermo per l’analisi delle nuove tendenze e quest’anno ci propone un nuovo report, il primo in assoluto dedicato al fenomeno del digital fashion.

Creato in collaborazione con The Fabricant, il progetto che ha l’obiettivo di portare il fashion in un modo totalmente digitale, il nuovo report di Lyst esplora le tendenze riguardati il futuro digitale della moda e dello shopping.

Foto copertina: courtesy of @the_fab_ric_ant.

Che cos’è il digital fashion

Sentendo questo termine per la prima volta, il digital fashion potrebbe apparire come il semplice spostamento delle sfilate da location reali all’online, ma non è così.

Vi abbiamo dato un primo assaggio di digital fashion quando vi abbiamo raccontato la sfilata GCDS out of this world, vi ricordate che sul sito era possibile giocare e osservare più da vicino i capi virtuali nel backstage?

Ecco, il digital fashion include la gamification e l’arte virtuale, ma fa un passo avanti. Se per esempio i capi di GCDS erano disponibili anche nei negozi, i capi digital fashion non esistono nel mondo reale, ma solo in quello virtuale.

Avete capito bene: i vestiti virtuali possono essere usati solo su piattaforme di gioco, sui social e nelle foto postate online.  

Un esempio sono le sneakers Gucci Virtual 25, lanciate dal brand la scorsa settimana.

Un nuovo approccio alla moda: libertà, inclusione e sostenibilità

L’obiettivo del digital fashion è semplice: migliorare l’impatto sociale della moda e limitare la produzione e l’utilizzo usa e getta dei vestiti.

Troppo spesso infatti si tende ad acquistare capi da utilizzare in un’unica occasione, solo per avere delle belle foto da postare su Instagram.   

Grazie a un capo virtuale è possibile invece giocare con gli outfit, pubblicare foto con un vestito diverso ogni giorno, ora o addirittura minuto, trasformando lo streetwear, abbigliamento da strada, in screenwear, abbigliamento da schermo.

Possiamo inoltre scegliere un outfit senza guardare la taglia o il gender. Ogni capo si adatterà perfettamente al nostro fisico, lasciandoci liberi di esprimere il nostro essere e la nostra creatività.

Ultimo e non meno importante è il dettaglio del prezzo, ridotto rispetto a un vestito reale (le sneakers Gucci costano solo 12.90€).

Il report di Lyst e The Fabricant

Tutto questo vi sembra poco? Sappiate che anche i brand di lusso hanno iniziato a capire le potenzialità di questo nuovo modo di fare moda e stanno iniziando a proporre capi virtuali ai clienti, vediamo insieme qualche esempio!

Gamification, quando i brand decidono di giocare con il digital fashion

Il modo migliore di avvicinare i clienti al digital fashion è il gioco. Lo sanno bene Balenciaga e Burberry, che hanno creato dei veri e propri videogame per presentare le loro nuove collezioni.  

Strategia di gioco leggermente diversa per Gucci e Marc Jacobs, che hanno deciso di collaborare con colossi del gaming come The Sims e Animal Crossing per proporre le proprie collezioni virtuali.

Non solo virtual fashion, conosciamo le virtual influencer

Esattamente come nella moda fisica, anche il mondo digital ha le sue influencer. Il report ci fa conoscere le cinque virtual influencer più celebri, avatar virtuali che collaborano con i brand più famosi e partecipano a eventi e sfilate.

Non fatevi ingannare dalle loro espressioni così vere, queste influencer in realtà non esistono!

Il profilo del perfetto digital fashion lover

Ma chi compra effettivamente capi di moda digitale? Lyst ha creato il profilo del perfetto amante del digital fashion:

  • È un nativo digitale, Gen Z e millennials infatti sono i più coinvolti nel mondo del digital fashion,
  • Da importanza a creatività e community,
  • È attivista e ambientalista. Chi ama la moda digitale la utilizza per esprimere il proprio essere e mostrare sostegno per le cause da cui è interessato.

Digital Fashion, quali sono i brand da tenere d’occhio?

Oltre al progetto The Fabricant, che ha collaborato con brand come Tommy Hilfiger, Off White, Napapijri, BAPE e Under Armour, ci sono altri due brand specializzati in moda digitale che vi consigliamo di seguire per essere sempre aggiornati su tutte le ultime tendenze virtuali.

Dress X

Con il suo motto “Don’t buy less. Shop digital fashionDress X mette subito in chiaro la sua proposta, ovvero dimostrare che alcuni vestiti possono esistere anche solo in versione digitale.

Sul sito si possono acquistare capi virtuali di diversi marchi (anche The Fabricant).

Tribute Brand

Tribute Brand propone capi in produzione limitata, ognuno ha solo 100 pezzi disponibili, ma offre anche la possibilità di ordinare un outfit customizzato secondo le proprie preferenze.

Scopri il report Lyst sul digital fashion

Come sarà il futuro della moda? Per Lyst e The Fabricant non ci sono dubbi: la rivoluzione digitale è appena cominciata. Se volete altre informazioni sul digital fashion e sulle tendenze per il futuro trovate qui il report completo di Lyst.

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