Fabio Ferrotti ci racconta Beaths, primo marchio streetwear Pro Gamer

Be Athletes, in breve Beaths. Così si presenta il primo marchio d’abbigliamento tecnico e streetwear per gli eSports

Lo sappiamo ormai tutti. Il mondo del gaming è diventato il settore economicamente più stimolante per gli investitori, dati i numeri e l’interesse che raccoglie intorno a sé. Qual è la forza prorompente del gaming? La potenza che può scatenarsi da una community appassionata ad un determinato argomento. Cosa mancava in questo settore, malgrado le mille innovazioni? Un marchio di abbigliamento tecnico e adatto a rappresentare i giocatori professionisti, ma capace allo stesso tempo di smuovere gli animi degli appassionati. Come un tortino al cioccolato -duro fuori e morbido dentro- nasce Beaths, “corazzato” all’esterno per le migliori performance degli atleti ma con un cuore streetwear all’interno. Una perfetta combo tra funzionalità e fashion, insomma.

Colori e stile al servizio della funzionalità:

Arancione e nero la palette distintiva della brand identity di Beaths, anche se i colori dei capi sono sempre diversi, sgargianti e variegati. L’unica costante su maglie, felpe, tute e giacche, è la caratteristica B stilizzata. Poi però, ove possibile, c’è sempre ampio spazio dedicato al logo, un po’ come lo streetwear contemporaneo comanda. Il maiuscolo e un forte richiamo grafico al mondo del gaming rendono sicuramente iconico e riconoscibile il marchio.

Tra le strade delle nostre città vediamo già le prime B passeggiare (per quanto possibile di questi tempi) fiere della nuova conquista. Si, perché Beaths è un fenomeno innovativo destinato a diventare presto parte delle nostre vite e del fashion internazionale. Innovativo perché, come accennavamo, si rivolge direttamente ai professionisti e poi perché è nato dall’interno, da chi opera nel settore da diversi anni. Pro Series One è, infatti, la prima Collection tecnica per Pro Gamer al mondo, studiata e progettata nei minimi dettagli per diminuire gli attriti ed aumentare il comfort del giocatore fino all’ultima cucitura. Fabio, CEO di Beaths, ci ha raccontato storia, progetti presenti e futuri proprio in questa intervista!

L’intervista a Fabio Ferrotti:

Abbiamo intervistato il CEO di Beaths, Fabio Ferrotti, felice di rispondere a tutte le curiosità in merito al “dietro le quinte” di questo bellissimo marchio giovane ed emergente. Gli abbiamo chiesto subito come è nato il progetto e quali siano stati i processi creativi dietro alla primissima idea:

Beaths è nata nella mia mente già molti anni fa, quando lasciando passioni e lavoro come break-dance e basket professionistico ho avuto l’opportunità di collaborare con società che mi hanno avvicinato al mondo della moda, come L’Oreal, Gucci, Aveda, Pitti etc… Da quel momento ho iniziato a sognare di realizzare una linea streetwear che potesse offrire al pubblico una mia visione stilistica. Ho tenuto quest’idea sopita per molto tempo, ma sapevo di poter contare su quel sogno un giorno.

Nel frattempo la mia vita è stata colmata da un’altra grande passione, la stessa che mi ha permesso di lavorare in un settore particolarmente avvincente e che amo da sempre, quello del gaming e dell’intrattenimento digitale. Negli ultimi 5 anni ho avuto modo di trasformare questa passione in una professione. Sono stato fortunato, ho operato su scenari nazionali ed internazionali nel settore eSport, sia come manager che come advisor per team e magazine tra i più importanti d’Italia.

Alla fine, le due passioni hanno dato vita ad una visione d’insieme: Beaths nasce così, dall’unione tra gaming e moda streetwear. Grazie anche ai miei soci, il progetto è stato finalmente sviluppato e realizzato dopo una lunga attesa. Il tempo trascorso non mi ha affatto demoralizzato, ha solo rafforzato la voglia di creare qualcosa di speciale.

Perché il nome Beaths?

È un nome che ho progettato riflettendo a lungo ed analizzando bene quello che volevo rappresentasse. Il nome Beaths è l’unione di Be e Athletes (Essere Atleti). Sicuramente racchiude un po’ il mio percorso: parte dalla strada con la break-dance, poi il basket, fino ad arrivare al gaming. Tutte discipline dove si è “atleti” in un modo o nell’altro. Dove l’unica cosa che si ha tra le mani è la passione, la stessa che diventa disciplina attraverso allenamento e studio.

Ecco, Beaths per noi rappresenta questo: il talento che viene coltivato, l’ambizione di voler crescere e la determinazione nel voler raggiungere determinati obiettivi.

Beaths è il primo marchio italiano ad essersi settorializzato negli eSports, uno dei settori economicamente più forti degli ultimi anni. Perché nessuno ci ha mai pensato prima?

Ad essere onesti c’è chi ci ha pensato, oltreoceano, ma la realtà è che hanno utilizzato la parola “eSport” per fare notizia e non come vero e proprio obiettivo. L’eSport è un’industria che sta crescendo moltissimo e suscita sempre più interesse. Noi ci posizioniamo nel mondo eSport perché abbiamo realmente realizzato i primi capi tecnici al mondo per pro-gamer e non stiamo parlando delle solite jersey stampate o di una felpa con un logo sopra e stop. Stiamo parlando di prodotti nati da zero, da un concept sviluppato tramite l’esperienza ed il confronto continuo con il nostro team e con giocatori eSport professionisti.

L’esigenza è stata quella di cominciare a dare un’identità a questo settore e di uscire dallo stereotipo che attribuisce all’apparel eSport una jersey sublimatica, che certo, può far parte di un “kit”, ma non è quella la nostra vision di un marchio eSport. Il giocatore e l’avid fan per noi sono una famiglia, noi ci confrontiamo ogni giorno con giocatori ed appassionati ed anche grazie a loro sviluppiamo e miglioriamo i nostri prodotti ed i nostri contenuti digitali. Siamo tra i primi a costruire realmente un brand streetwear da giocatori e da atleti, insieme a chi questo mondo lo vive ogni giorno.

Come spesso hai riferito, Beaths “nasce dall’interno”, da chi pratica gli eSports ed il gaming da molto tempo. Pensi che questo sia il pilastro portante del progetto?

Ritengo che il nascere dall’interno sia un’enorme forza di espressione e comunicazione per Beaths. Come spesso diciamo, siamo un brand nato da gamer per gamer, ed è esattamente così. Prima eravamo appassionati, poi professionisti ed oggi imprenditori in questo settore. La cosa più importante per noi in tutto questo percorso è avere modo di parlare la stessa lingua di chi ogni giorno vive e fa sì che questo mondo cresca e si sviluppi.

Comunicare con la nostra audience è fondamentale e farlo sulle stesse frequenze è un plus che non tutti possono vantare. I classici media riescono sempre meno a raggiungere e dialogare con le nuove generazioni, noi abbiamo il know-how e gli strumenti per farlo e lo facciamo perché siamo come loro ed abbiamo vissuto e viviamo ogni giorno le stesse esperienze, quindi si, credo fortemente che sia un pilastro portante del nostro progetto.

Pro Series One è la prima collection tecnica per Pro Gamer al mondo, cosa la contraddistingue?

È cosi e ne siamo fieri. Abbiamo realizzato dei capi disegnati attorno e con i gamer professionisti, questo ci ha permesso di individuare alcune criticità classiche dell’apparel standard e le necessità che possono garantire migliore comodità, movimento ed agevolare le prestazioni. Abbiamo lavorato principalmente sui dettagli tecnici
come tessuto e shape dei modelli stessi, creando felpa e pantalone che dessero una risposta efficace a queste esigenze.

Abbiamo abbassato le cuciture sulla spalla per ridurre gli spessori e gli attriti, utilizzato un tessuto accoppiato che agevolasse all’esterno lo scivolamento dell’avambraccio nell’utilizzo del mouse, realizzato un cappuccio oversize per tenere tutto l’headset (cuffie e microfono) al suo interno nella massima comodità, fatto si che i materiali utilizzati permettessero di mantenere il calore corporeo all’interno, che il cavallo del pantalone fosse ergonomico e senza tasche per garantire il massimo comfort.

In pratica abbiamo fatto un’analisi completa e dettagliata per poter sviluppare la prima versione della Pro Series e stiamo già lavorando su una versione meno invernale.

Gaming, intrattenimento digitale e fashion: abbigliamento tecnico si, ma versatile per tutti gli appassionati del settore. Che feedback state riscontrando?

Un ottimo feedback iniziale, su questo siamo sinceri. Siamo anche sinceri nell’ammettere che in questo momento ci siamo concentrati molto sullo sviluppo tecnico della Pro Series lanciando una serie di prodotti di contorno più classici, ma siamo già all’opera per lo sviluppo del nostro catalogo.

Oltre ad essere positivi, i feedback sono arrivati anche da personaggi di riferimento molto importanti, da giocatori professionisti e da intrattenitori digitali, da streamer Twitch e YouTuber e da altri imprenditori. Siamo molto grati del riscontro, ma anche consapevoli che abbiamo solamente gettato le basi dei nostri prodotti, sia tecnici che streetwear.

Siete molto presenti sui social, Twich in particolare, poiché legato a doppio filo con il settore gaming. State vagliando anche altre piattaforme?

Twitch è indubbiamente la principale piattaforma di riferimento per noi. Abbiamo un canale in partner, BeathsTv, e stiamo lanciando una serie di contenuti come il nostro Podcast. Siamo presenti su tutti i social media con l’username BeathsWorld, proprio perché vogliamo raccontare il nostro mondo.

Ma facciamo questo anche attraverso la nostra Ambassador Community, che ad oggi conta oltre 80 membri, tutti talenti digitali e street, dei quali oltre 70 sono streamer Twitch. Ovviamente abbiamo focus su alcuni social media piuttosto che altri, ma al momento Twitch ed Instagram rimangono i cardini del nostro modello. Siamo sempre disposti a guardare oltre ed anticipare i tempi su nuove proposte social media, ma lo facciamo ascoltando e collaborando con il nostro pubblico.

Abbiamo scoperto di recente il vostro podcast, carinamente rinominato Bodcast, con la B maiuscola, a ripresa del nome del marchio, ce lo racconti?

Mi viene un po’ da sorridere. Si, il Bodcast! Il nome è nato in 5 minuti, prima di startare la diretta numero uno, ed ha riscosso un successo che non ci aspettavamo. Era una puntata pilota ed avevamo intenzione di cambiare il nome ma “il podcast con la B maiuscola” è diventato virale all’interno della nostra community e quindi resterà così.

Il podcast nasce per dare spazio ai talenti digitali ma non solo. Partendo dai nostri Ambassador avremo ospiti sempre più rilevanti che ci racconteranno in modo molto amichevole storie, passioni ed esperienze, perché in Beaths ci piace dare valore alle persone e non solo a quello che rappresentano. Lanciando un piccolo spoiler, nelle prossime puntate avremo tra i nostri ospiti giocatori di Serie A di basket e personaggi di rilievo nel mondo Fashion Streetwear. Credo fermamente che sarà sempre più interessante il percorso che prenderà il podcast. Siamo alla prima stagione, sicuramente evolveremo moltissimo questo format e ne aggiungeremo degli altri.

Gli Ambassador sono oramai i vettori più importanti di una comunicazione efficace dell’identità di un marchio. Come vengono selezionati nel caso di Beaths? Vogliamo fare un appello?

Gli Ambassador per Beaths non sono solo veicolatori del messaggio, sono una community di amici. Abbiamo un gruppo Telegram per condividere news, aggiornamenti, spoiler ed allo stesso tempo chiediamo consigli sui nuovi prodotti, contenuti e molto altro. In pratica sono parte integrante del nostro progetto e non la solita community passiva. Anche il nostro “Bodcast” è co-condotto da uno dei nostri Ambassador più attivi e vicini a noi, Angelo “SirAngio” Sirica.

Le nostre community rappresentano e comunicano i nostri valori a voce alta, per questo abbiamo vari livelli di Ambassador. Le richieste possono essere fatte direttamente sul sito istituzionale, ricco di informazioni complete sui requisiti richiesti per unirsi a noi.

Crediamo fortemente nei talenti digitali, anche alle prime armi, ma non siamo un’agenzia, siamo un brand che cerca appassionati di questo mondo e del mondo streetwear, persone che vogliono far parte di una community e contribuire alla diffusione e crescita di Beaths.

Spoiler novità? Progetti in cantiere?

Beh, si, abbiamo molti progetti in cantiere, qualche collaborazione molto interessante bolle in pentola, ma al momento non possiamo sbilanciarci. Forse un piccolo spoiler che mi fa piacere raccontare, perché tocca un tema delicato ed unisce gaming a sensibilizzazione sociale, è quello di un’imminente collaborazione con Novis Games, una startup innovativa come noi che sta realizzando una consolle gaming per non vedenti.

Inoltre, ci tengo particolarmente a valorizzare il costante lavoro che facciamo “dietro le quinte” come team e come soci, sempre alla ricerca di soluzioni e innovazioni. Stiamo lavorando all’evoluzione dei nostri prodotti, che usciranno tramite vari drop. Si studia anche un percorso comunicativo che prenderà presto una nuova direzione.

Fabio Ferrotti ci racconta Beaths, primo marchio streetwear Pro Gamer

Non ci resta che fare a Fabio Ferrotti e al suo team un grossissimo in bocca al lupo, siamo certi che Beaths diventerà presto una realtà solida ed affermata nel settore!

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