FSK Satellite: La recensione di TRAPSHIT, ascoltato da un trentenne

Venature screamo e soliti tormentoni. Chi sono i FSK, la nuova frontiera della trap lucana che sta per conquistare l’Italia

Sono le 16.21 di un tranquillo pomeriggio pre-natalizio quando il buon Enrico decide di ribaltarmi la giornata. “Un articolo su FSK?”. Io, che ho l’anima che viaggia a suon di rock, penso che nella domanda sia stata dimenticata una A. Maiuscola. FASK ipotizzo, alias Fast Animals and Slow Kids. Un articolo sui FASK è tanta roba, soprattutto dopo il clamoroso album uscito in questo 2019. Ma immediatamente ricordo che qualcuno lo ha già scritto su questo sito, ed anche molto bene. Accantono l’idea ed inizio a divorarmi le unghie.

Ansia no, o forse sì

FSK è una sigla che non conosco, mea culpa. Mi catapulto su Spotify e scopro immediatamente che FSK si accompagna a “Satellite”, nulla a che vedere con Lou Reed, ovviamente. Contemporaneamente apro Wikipedia, perché c’è anche una pagina Wikipedia, e mi rendo conto di essere fuori dal mondo. Si tratta di un crack che mi sono completamente perso. Per avere una panoramica completa scelgo di seguire la lista delle tracks più popolari consigliate dal noto servizio di streaming musicale. Schiaccio Play e parte “Ansia No”. Titolo che è l’antitesi del mio stato umorale.

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Due dischi, anzi uno e mezzo.

Prima di iniziare con una (sorta di) recensione di FSK Satellite e TRAPSHIT, altra piccola premessa. Mi colpisce un dato, evidente. “Ansia No” è uscito sì e no a inizio dicembre ed è stato ascoltato più di un milione e ottocentocinquantamila volte. “Non potrei mai” dei FASK, con la A, è a mio avviso un pezzone e sfiora i 4 milioni. Ma ha già più di sei mesi di vita su Spotify. Non c’è paragone, purtroppo. La proiezione è impietosa. Scopro che la traccia appartiene all’album “FSK Trapshit Revenge”, uscito appunto ad inizio dicembre. E che altro non è che una riedizione approfondita di FSK Trapshit, sputato fuori ad inizio estate e rimpolpato con altre sette canzoni. Altri artisti ci hanno messo 30 anni per fare una riedizione. Pazienza. Sono fuori dal tempo, come Morgan insegna.

FSK Satellite: crew a quattro punte

Aumenta la curiosità, sempre con le dovute distanze verso un genere che non mi appartiene per natura. Analizzo la composizione del gruppo, o della crew, come amano definirsi questi giovani baldanzosi. Sono in quattro: Taxi B pare essere il capo banda, il lupo che sta in coda al branco per controllare che nessuno perda la bussola. E’ lui che apre e chiude “Ansia No”. Poi ci sono altri tre elementi: chiello, Sapobully e un Producer, tal Greg Willen. Vengono da Venosa, comune in provincia di Potenza, almeno così mi suggerisce la solita Wikipedia.


Trap a voce alta (Ansia No)

Parte la prima strofa: “Ho fatto due soldi”, “Bianca stop”, “Moncler”. Ci risiamo, penso: pecunia, droga, marchi super lusso. Mi ritorna in testa quell’abbinamento ben consigliato dal buon Enrico: trap come Bret Easton Ellis. E invece qualcosa mi stupisce, sembra strano ma in positivo. Questo “Taxi B” alza subito la voce, urla, quasi sbraita. Beh, non male visto che la trap iniziava a puzzare a suon di sing along da serate fuori dai centri commerciali, Moretti e smartphone in mano. Almeno qualcosa di cattivo nella forma oltre che nelle intenzioni.


Nulla di nuovo sul fronte semantico (La prova del cuoco)

“La prova del cuoco” è la seconda canzone in lista. Visualizzazioni? Sette milioni (quasi otto) e mi chiedo dove sono stato in tutti questi mesi. La risposta ce l’avrei ma per deontologia professionale devo mantenere il beneficio del dubbio. Ascolto in religioso silenzio. Mi rendo conto di non comprendere a fondo lo slang del momento, ma certe perifrasi sono inequivocabili. “Cocaina nella Cuki/ Da noi è sempre mezzogiorno/ Lean nel calice di fuoco/ vinco la prova del cuoco”. Ancora droga, sempre droga. E poi “cash” che piovono, “pistole” in tasca e puttane. Violenza e misoginia. Siam sempre lì. Un po’ scontati. E nemmeno il beat esalta più del dovuto.


Tanta droga, forse troppa (No Spie)

Nel computo finale siamo uno pari. Una mi è piaciuta, l’altra meno. Passo al terzo consiglio: “No Spie”. Ecco che il focus si riposiziona sul leit motif trap (droga) e sulla sua nemesi giurata (polizia). Tra “piste”, “nexxi” e “mafia” il pezzo passa senza far nulla per farsi ricordare. Altro balzo indietro, anche nel beat, che mi aveva positivamente sorpreso con venature techno in “Ansia no”. Il giudizio positivo scivola inesorabilmente in svantaggio. Ma la mia regola del “5” stabilisce che ci sono ancora due tracce per ribaltare il responso.


Tra autotune e ovvietà (Melissa P)

Tocca a “Melissa P” e già mi vengono i brividi ripensando ad una delle esperienze letterarie più cupe della storia italiana. In realtà la traccia, tra autotune e ovvietà, si fa ascoltare, nonostante in alcuni frangenti compaiano i fantasmi di un fac-simile dei Gemelli Diversi. Il testo non esce dal seminato fatto di droghe “bianche e viola (lean)” ma appare più strutturato rispetto ai precedenti, tralasciando l’explicit “Ti voglio scopare sopra tutti questi soldi/ ma se non succede oggi”. Segno che i ragazzi hanno mani fredde e cuore caldo. Voto positivo, più per curiosità che per piacere. Due pari.


La collaborazione con Gue Pequeno (Capi della Trap)

La curiosità è dovuta al fatto che il quinto brano proposto da Spotify vede una collaborazione importante: Gue Pequeno. Vuol dire, mi autoconvinco, che la crew ha fatto breccia nel cuore della trap. Il pezzo si chiama “Capi della trap”, esaltazione di un altro caposaldo della tradizione del genere: l’auto-determinazione. Siamo noi, siamo i migliori e nessuno può fermarci. Il mestiere di Gue Pequeno si vede bello e chiaro, il testo sembra una replica noiosa dei precedenti ma il beat riprende (almeno nel ritornello) il ritmo marziale di “Ansia no”. Ascolto e riascolto. A volte piace, altre no. Resto sospeso nel dubbio per qualche minuto poi decido che la mia vita può continuare anche senza FSK e la loro TRAPSHIT. Scelgo di non scegliere e chiudo Spotify, rimettendomi pienamente al giudizio del popolo sovrano. Domani è un altro giorno e tra poco è Natale. “Ansia no”, mi verrebbe da dirvi.


Se, come la FSK amate i piumini, eccone una selezione:

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