Helmut Lang

Helmut Lang è universalmente considerato il padre dello streetwear. Tendenze più che contemporanee come cool, genderfluid, mixing fabrics non esisterebbero senza di lui. Ecco la sua storia

Oggi facciamo un viaggio nel tempo. Uno di quei viaggi volti alla scoperta delle radici di un fenomeno che, per quanto frutto di influenze diverse, deve sempre possedere un ceppo di origine, seppur remoto. Ci siamo addentrati nella folle e faticosa ricerca delle origini storiche dello streetwear: chi, per la prima volta, ha portato in passerella lo stile casual? Chi ha fatto sì che jeans, t-shirt e capi in pelle reggessero il paragone con la haute couture? Da quando la sottocultura dei giovani ha invaso le sfilate, e in buona parte anche sostituito quella eleganza classica che ormai ora odora di naftalina? La gran parte dei risultati ottenuti ci riporta direttamente alla figura di Helmut Lang.

Non sembrano esserci grandi dubbi a riguardo: il contributo di Helmut Lang nella diffusione dello streetwear è stato immenso, imprescindibile, definitivo. Il suo operato ha influenzato – e continua ad ispirare tutt’ora – tutti gli altri maggiori brand che si occupano di avanguardia e decostruttivismo. Per questo la figura di Helmut Lang rimane un pilastro della moda dopo quasi 50 anni di carriera. Il che, tra l’altro, è molto bizzarro nel mondo della moda, in cui tutto muta ad una velocità impressionante.


Helmut Lang, un successo planetario e una vita appartata

Helmut Lang

Non abbiamo molti dettagli sulla vita di Helmut Lang. Lui stesso, ha preferito lasciare le proprie personali vicissitudini fuori dai riflettori, impegnandosi a far sì che fosse il brand a far parlare di sé, e non i pettegolezzi legati alla sua persona. Alcune notizie biografiche, però, le possediamo. Sappiamo che Helmut Lang nasce nel 1956 a Vienna, in Austria, dove vive sino all’età di tre anni, momento il cui i suoi genitori divorziano. Quindi, passa l’infanzia vicino a Salisburgo, accudito dal nonno, finché in giovinezza decide di iscriversi ad un’accademia commerciale. A questo proposito, ci chiediamo: chissà se il nonno, mastro calzolaio, non abbia influito su questa decisione?

Fatto sta, che a soli 21 anni il destino di Helmut Lang è pressoché scritto: il giovane si dedica al fashion design, aprendo il suo primo studio nel 1977. Inizialmente si dedica alla progettazione di t-shirt e blazer. Ben presto, però, Helmut Lang inizia a specializzarsi nella moda d’avanguardia. Il suo approccio è determinato, audace, differente, tanto che pochi anni dopo le sue collezioni sono già famose: la prima sfilata a Parigi risale al 1986. Da questo momento, Helmut Lang amplia i suoi campi d’azione: la moda uomo, l’underwear, gli occhiali, le scarpe, e infine, dal 2000, anche i profumi. Nel frattempo, divide il suo tempo tra Parigi e Vienna, dove, nel ’93, diviene anche docente di design presso la prestigiosa Universität für Angewandte Kunst.


La scalata verso il successo

Nel frattempo, il successo delle sfilate di Helmut Lang era giunto al suo apice. Anche se ormai se ne parla poco, è suo il merito di aver trasferito a New York i primissimi show per ogni nuova collezione. Infatti, prima del suo trasferimento negli USA, le sfilate venivano organizzate, nell’ordine, a Milano, Londra, Parigi e, solo infine, a New York. Tuttavia, da quando Helmut Lang si disse pronto in anticipo a lanciare la collezione, gli altri designer americani lo seguirono.

Eterno diffidente nei confronti del successo personale, Helmut Lang ha sempre preferito che le sue scelte personali restassero piuttosto in ombra. Lo stesso accade nel 2004, quando il designer decide di ritirarsi dalla scena e lasciare che il brand continui ad essere gestito dai suoi collaboratori.


Il concept di Helmut Lang: minimalism is the new avant-gard

Qual è il confine tra casual e minimal? In quale preciso istante un capo smette di essere anonimo e acquisisce un forte potenziale, proprio grazie alla sua semplicità? Non è facile rispondere a queste domande, ma siamo tutti consapevoli dell’enorme abisso che intercorre tra i due campi. Tutti, di fatto, riusciamo a percepire la differenza. Se dovessimo descrivere l’operato di Helmut Lang, partiremmo proprio da questo: il lavoro sulla percezione. La sua persona avvolta da una nube di mistero, i suoi spot limpidi e puliti, i siti web tanto vuoti da sembrare in costruzione. Le modelle con un filo di trucco nature, eppure tutt’altro che semplice. Niente, nell’operato di Helmut Lang, lascia dubbi: è un brand, per quanto essenzialista, per nulla semplice e banale. La differenza sta nel fatto che nessuna delle scelte di Lang ha a che fare con il caso. Persino le modelle che sfilavano per il brand erano scelte non solo in base all’aspetto fisico, ma anche per la loro personalità. E questo si percepiva chiaramente.

View this post on Instagram

Beauty at the Helmut Lang A/W 2019 show.

A post shared by HELMUT LANG (@helmutlang) on

Un altro tratto distintivo di Helmut Lang è la continua contaminazione con l’avanguardia. Per esempio, l’ambientazione in pieno stile urban delle sue sfilate, gli spot futuristici che alternano la semplicità scarna dell’immagine pura alle scritte a caratteri cubitali che scorrono alla massima velocità. Come si traduce, negli abiti, questa potente personalità? Generalmente, Helmut Lang è considerato il padre dell’era cool, colui che ha interpretato le esigenze di un’intera generazione di rocker e raver accompagnandoli nell’età adulta. In poche parole, Helmut Lang ha dimostrato loro che si può crescere senza rinnegarsi, si può andare in ufficio senza catene e senza smoking.


I ragazzacci di Helmut Lang

Negli anni ’90, Lang ha preso tutto ciò che era considerato l’anti-moda per eccellenza (t-shirt, jeans, sneakers, parka) e ne ha fatto un altro status symbol: in poche parole ha invertito gli algoritmi e mandato in tilt il sistema. Tutto questo, toccando trasversalmente aspetti caratterizzanti anche nel fashion odierno: mixando tra loro capi e tessuti più disparati, materiali naturali e sintetici. Inoltre, di tanto in tanto Lang spruzzava gli abiti in argento o altri colori shocking per ottenere un effetto futuristico.

Infine, Lang ha invertito i canoni classici dell’abbigliamento, restituendo alle donne la libertà di indossare giacche maschili e pantaloni dritti, capi in pelle e parka slargati: uno stile androgino che mai quanto oggi possiamo riconoscere come avveniristico. In effetti, è difficilissimo capire, ad oggi, cosa abbia significato il marchio Helmut Lang. Dovrebbe essere qualcosa come la riqualificazione e la legittimazione di un’intera generazione, ripulita dai pregiudizi, dagli stereotipi, dai condizionamenti di un’intera società. Non solo. Ben presto la società sarebbe caduta ai piedi di quei ragazzacci. Anche grazie ad Helmut Lang.

Molti capi e accessori firmati Helmut Lang sono disponibili on line alle pagine Antonioli.eu, SlamJam.com, luisaviaroma.com e sotostore.com. Eccone alcuni:

Felpa maschile bordeaux

Helmut Lang felpa

Camicia maschile giallo oro

Helmut Lang camicia

Helmut Lang Sash Track Pants 

Helmut Lang Sash Track Pants

Giacca maschile

jacket from Helmut Lang

Occhiali da sole

Helmut Lang sunglasses

Blazer maschile

Helmut Lang blazer

Giacca con cerniera

Helmut Lang jacket

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *