La violenza sulle donne raccontata da un taglio di capelli. Questa è la sfida del team Swoosh Hairdressing per l'evento virtuale di quest'anno

La violenza sulle donne raccontata da un taglio di capelli. Questa è la sfida del team Swoosh Hairdressing per l’evento virtuale di quest’anno

L’anno scorso abbiamo dato voce all’ambizioso progetto portato avanti dai creativi italiani di Swoosh Hairdressing in occasione dell’Alternative Hair Show 2019. Ci eravamo letteralmente innamorati dell’idea, ambiziosa, di raccontare tramite una disciplina estetica la cecità.

Quest’anno, Fabio Di Gennaro è il sesto finalista all’Alternative Hair Show 2020 e, a differenza delle edizioni precedenti, il team Swoosh Hairdressing parteciperà in assoluta autonomia e non in collaborazione. Un risultato eccellente se consideriamo il fatto che questo evento è indubbiamente tra i più importanti del settore. Più che un evento è uno spettacolo a tutti gli effetti, poiché unisce moda, etica, estetica, narrativa sotto un unico cappello.

Ecco il meraviglioso behind the scenes dell’anno scorso!

La violenza sulle donne

Swoosh Hairdressing partecipa all’Alternative Hair Show 2020 raccontando la violenza sulle donne. Tema pericoloso e team temerario, come sempre.

L’idea è nata proprio all’interno del salone di Swoosh, grazie al tempo che clienti e specialisti trascorrono insieme. Quelle che sembrano semplici “chiacchere” sono spesso delle richieste di aiuto e conforto, fatte anche solo attraverso gli occhi. Non è affatto semplice, per un professionista, accogliere e confortare una donna maltrattata tramite il proprio lavoro. Richiede delicatezza ed equilibrio. La difficoltà aumenta ulteriormente nel momento in cui bisogna raccontare e rappresentare un problema che affligge ancora milioni di persone.

Geometrie e colore sono i due pilastri portanti del nuovo progetto, ed io penso che si sposino perfettamente: la geometria è regolare, lineare, il colore è imprevedibile ma addomesticabile. La violenza racchiude e sposa perfettamente questi due elementi. Regolare e imprevedibile. Ma debole davanti alla libertà d’espressione. Si, perché solo quando non si è liberi si finisce nel turbine del maltrattamento e del sopruso. Ed è solo trovando un punto di contatto con l’altro che diventa possibile uscire dalla circostanza e dall’abitudine. Quello che non ci dicono abbastanza spesso sulla violenza è che ci si abitua. Ci si abitua all’umiliazione, ci si abitua alle offese, ci si abitua alle botte, in un climax crescente di ingiustizie e terrore. Rompere quest’abitudine è una delle maggiori sfide di chi cerca di raccontare le sfumature di questo terribile martirio.

Chi meglio di Swoosh sarà in grado di sciogliere questa complessità!

Godetevi il backstage del nostro progetto: riunioni, idee, confronti, prove di settimane tutto racchiuso in queste…

Gepostet von Swoosh Hairdressing am Donnerstag, 1. Oktober 2020

L’intervista a Fabio Di Gennaro

Fabio, sei il sesto finalista dell’evento dell’Alternative Hair Show 2020, come ti fa sentire questo risultato?

Questo risultato mi fa sentire emozionato e allo stesso tempo onorato di poter far parte di questo contest.

Come nascono le vostre creazioni, da cosa si parte? Dal messaggio, dal soggetto, dall’ambiente, raccontaci un po’ come inizia il processo creativo!

Si parte da un’illuminazione. Mi spiego meglio: mi si accende la lampadina e si inizia! Il processo creativo parte sempre dal messaggio che vogliamo comunicare: deve essere significativo ed incisivo, altrimenti non costituirebbe una vera ispirazione. In un secondo momento si decide come ambientare il mood alla perfezione. Poi è il turno della modella, scelta importantissima per incarnare il pensiero espresso.

Malgrado questo sia un periodo difficilissimo, il team di Swoosh Hairdressing è riuscito a portare avanti il progetto di partecipazione all’Alternative Hair Show 2020. Quali difficoltà avete incontrato?

La difficoltà più grossa è stata quella relativa all’incertezza, perché non sapevamo quando poter iniziare a lavorare al progetto, viste e considerate le mille restrizioni che il governo aveva attuato.

Quest’anno l’Altenative Hair Show 2020 sarà un “virtual show” in realtà, a causa del Covid19. Come vi state organizzando per comunicare in maniera virtuale le emozioni che prima erano palpabili su di un palcoscenico? Si può dire che questa sia una sfida nella sfida?

Tutto molto strano e surreale, ma la tensione per questa nuova avventura è palpabile. Stiamo vivendo a tutti gli effetti una sfida nella sfida, e l’attesa del risultato sembra infinita.

Parteciperete all’evento in maniera esclusiva e non in collaborazione con altri gruppi come lo scorso anno. La soddisfazione è doppia?

La soddisfazione è immensa perché quest’anno tutte le idee, l’organizzazione e le dinamiche creative sono state frutto di un duro lavoro personale e della squadra di casa Swoosh Hairdressing.

Le donne sono spesso al centro dei progetti dell’Alternative Hair Show. Voi avete deciso di raccontare, forse per esorcizzarlo, il dolore che alcune donne sono costrette a subire. Perché questa scelta?

La scelta di questo tema delicato è nata proprio dall’ascolto delle persone a cui ci dedichiamo all’interno del nostro salone di bellezza. Cerchiamo di raccontarle sempre col massimo rispetto. A questo proposito, voglio ricordare un pensiero di William Shakespeare, noto ma mai scontato: “La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.

L’anno scorso avete raccontato (divinamente) il tema della cecità, quest’anno avete scelto di narrare la violenza sulle donne. Pensate che sia più difficile raccontare il dolore e la privazione?

È sicuramente più difficile raccontare il dolore. Bisogna mantenere un certo equilibrio, senza estremizzare il messaggio per non cadere nel banale e soprattutto prestando attenzione a non turbare nessuno. Noi abbiamo scelto di rappresentare e sensibilizzare il pubblico toccando con estrema leggerezza temi così particolari.

Geometrie e colore sono i due pilastri portanti del nuovo progetto, io penso che si sposino perfettamente. Come scegliete questo sposalizio e come si raggiunge l’equilibrio assoluto?

La geometria ci da la possibilità di creare le forme desiderate, dare carattere al viso e forza a ciò che si vuole esprimere. ll colore è un ulteriore rafforzativo e mette in evidenza ciò che la geometria ha scolpito. Utilizzando le nuances giuste si raggiunge sicuramente una determinata armonia complessiva.

Noi ringraziamo di cuore Fabio Di Gennaro e il suo team: dal fotografo Nick Milano, alla modella Federica Abet, all’agenzia di moda DDAgency, alla makeUp Artist Sara Ferrari e alla Stylist Luciana Esposito.

In bocca al lupo ragazzi!

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