Madame: chi è la cantante rap di Anna e Sciccherie

E’ riuscita ad unire trap femminile, metrica poetica e un’immagine genuina. Con Anna e Sciccherie ha conquistato tutti. Ecco chi è Madame.

Nel vortice delle critiche che spesso inondano il mondo della trap (al di là del giro di affari che ci sta dietro) ne compare una che svetta su tutte: movimento maschilista, degradante del corpo femminile e delle sue proprietà. Può essere, visto il linguaggio poco oxfordiano e molto suburbano, oppure per la volgarità volutamente ricercata. Ma fortunatamente c’è una figura strana che negli ultimi mesi sta sconvolgendo il mondo del low-flow e queste concezioni: si tratta di Madame, la cantante rap di “Anna” e “Sciccherie”, vera e propria bomba all’idrogeno sparata nel mascolino parco del movimento rap/trap. L’avevamo già citata tra i 10 artisti trap più interessanti dell’anno. Ora l’esplosione è dietro l’angolo.

Madame: chi è la cantante rap di Anna e Sciccherie
Giovanissima rapper italiana: ecco chi è Madame

Chi è Madame? La rapper appena maggiorenne che sfida il mondo trap

Di lei si sa qualcosa ma non troppo. Veneta, vicentina per l’esattezza, di nome Francesca, frequenta il liceo delle Scienze Umane. Ama Dante, Petrarca e De Andrè, riferimenti di un certo calibro, inflazionati ma sempre bussole di alto rango da seguire nei momenti critici e nelle ispirazioni compositive. Il primo singolo è comparso nell’etere a settembre dello scorso anno. Intitolato “Anna” si è subito palesato come elemento di rottura nel prevedibile mondo trap. I più superficiali diranno per via della voce femminile, bella e sensuale, cupa e spesso di difficile comprensione. Invece c’era ben altro: metrica non convenzionale, atmosfere buie e metafisiche, figure retoriche illusorie e sfuggenti.

L’esordio di Anna

Anna altro non è che la trasposizione idealistica dell’immagine dell’artista. Elegante, bionda, occhi azzurri e spiritualità da essere superiore. Madame conosce Anna, la conosce perché vorrebbe essere lei. Anna idolatrata, eretta ad esempio di vita e di stile, punto di riferimento e punto di approdo della propria personalità. Anna balla, perché sa ballare; Anna si ama, perché sa amarsi; Anna viaggia, perché sa viaggiare, con Roma come meta tanto agognata, mai visitata nella giovane vita dell’artista. Anna è tutto quello che Madame vorrebbe essere ma ancora non è, paturnie da pelle d’oca riposte in una scrittura decisamente sopra la media dei coetanei e in un contesto musicale un po’ gotico, un po’ urban, comunque efficace. Buona la prima, ma la seconda è il vero capolavoro di Madame.

Sono solo “Sciccherie”

Già, perché è con “Sciccherie” che il nome della (t)rapper vicentina prende il largo nel cuore dei teenager e dei critici. Partiamo da un postulato inoppugnabile: “Sciccherie” spiazza, per diversi motivi. Disorienta per la l’utilizzo della voce, a volte rabbiosa, poi sussurrata, più spesso teatrale. Nel panorama di oggi forse solo La Rappresentante di Lista fa un impiego vocale simile, melodrammatico e sensuale allo stesso tempo. A livello testuale è un gran casino; dialetti, slang, neologismi, bibby e ficcatine, un meltin pot retorico che potrebbe far imbestialire i rigidi professori di letteratura.

Ma Madame sa quel che fa e, seppur giovanissima, della combinazione delle parole ne ha fatto una passione. Ama la lingua italiana, i suoi dialetti, le sue varietà espressive e adora la poetica medievale. Mica poco. Madame studia di giorno e la sera ripone i suoi viaggi mentali su beat intensi. Certo, in alcuni tratti si possono intravedere i suoi diciott’anni, le sue paranoie post-adolescenziali, ma di tempo per perfezionare ulteriormente la scrittura ne ha quanto ne vuole. E rispetto alle dialettiche di alcuni suoi competitor del settore siamo più di due spanne sopra.

L’endorsement di CR7

Nel frattempo sta diventando una piccola icona della riscossa trap femminile. Non è ancora uscito nessun disco-manifesto ma solo tre piccole schegge (oltre ad “Anna” e “Sciccherie” è da poco comparso il singolo “17”, sempre sulla falsa riga dei precedenti episodi). Spotify, vero termometro della popolarità di un fenomeno musicale, ha già sputato la sua sentenza: di Madame ne parliamo e continueremo a farlo. Così come ha fatto Cristiano Ronaldo, di certo la cosa più lontana da un critico musicale, ma sappiamo bene che un endorsement simile (178 milioni di follower IG) vale più di una recensione di un Bertoncelli qualunque (per dirla alla Guccini).

Da non sottovalutare anche la questione estetica, elemento così dirompente e decisivo nel mondo trap. Madame rompe gli equilibri anche in questo campo, con la sua figura semplice ma ficcante. Un viso acqua e sapone, il capello riccio, l’abbigliamento elementare, senza strabordanti “sciccherie”; in una parola: genuina. Con il video di “Sciccherie”, appunto, a fare da manifesto del proprio essere, quando parte ricoperta da collanoni scintillanti, abiti kitsch e dannatamente streetwear e finisce in jeans e t-shirt bianca. Con buona pace dei colleghi dell’altro sesso, che si circondano di tanga e provocazione nei loro video a bordo piscina.

Con Madame siamo dinanzi ad un fenomeno nuovo, una ragazza talentuosa che è riuscita ad incrociare tre mondi siderali in unico messaggio: la trap, la metrica poetica e la semplicità della vita di tutti i giorni. Il tutto appartenendo al gentil sesso, così imbarbarito nei flow dei concorrenti. Non è un esercizio facile il suo; spesso camminando su queste corde così distanti si rischia di perdere l’equilibrio e banalizzare il proprio lavoro. A lei non è successo, la nostra speranza è che continui su questa strada.

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tra non molto è settembre 🧪

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