Palace Skateboards: Ascesa del brand streetwear diventato impero

Palace Skateboards è amatissimo dalle nuove generazioni. La storia del brand è una delle più affascinanti. Ed è tutto partito da un appartamento…

Non ci sono punti di partenza quando si parla della storia di Palace. Perché è un brand trasversale, eterogeneo e miscela un sacco di influenze. Lo skate, forse, potrebbe stare al primo posto. Ma si tratta di cultura skate inglese, sotterranea, a sé stante. Nulla a che vedere con il macromondo americano. Cultura skate à la carte, non conforme, soggettivistica, niente di prestabilito. Come i sobborghi di Londra, così uguali e così diversi l’un l’altro, dove l’anarchia in fin dei conti regna sovrana.

Come nasce Palace Skateboards? Between the gutter, and the stars

Palace Skateboards è una creazione di un’accozzaglia di amici che risiedevano più o meno abusivamente nel quartiere di Waterloo, Londra centralissima. Location? Una stamberga ad affitto zero, ribattezzata The Palace. Il loro leader e fondatore del marchio, tal Lev Tanju, vivisezionava la sua vita tra skate e ideazione stanca di prototipi per amici e t-shirt. Niente di più, niente di meno. Squattrinati, amanti del ben vestire e dei festini a base di alcool e marijuana.

L’illuminazione si è palesata sotto il nome di Alasdair McLellan, fotografo della working class londinese, un giorno impegnato a riprendere gli skaters d’Albione. Incontrò casualmente una gang di fuori di testa, tanto strana da essere allo stesso tempo terribilmente inglese e comunque non catalogabile: erano i The Palace Wayward Boys Choir, così amavano etichettarsi i ragazzi capitanati da Lev Tanju. Simpatici, istrionici, stilosi, non convenzionali.

Ad Alasdair, che di skate non ne capiva una mazza, parve di aver scovato un mondo nuovo. Li osservava mentre si scatenavano negli skate park londinesi e quando si divertivano tra gli stanzoni di The Palace. Venne folgorato dai loro nomi, Nuggets, Edson, Blondey, con buona pace del garage sixties e della Madchester casa Factory. Erano rock e un attimo dopo terribilmente moderni. Un meltin’ pot di suggestioni e riferimenti stilistici.

Mercenario idealista: Lev sogna, ma con gli occhi aperti

Immortalarli divenne un obbligo. E più si scattavano fotografie più le idee di Lev diventavano realtà. Aveva deciso che avrebbe creato un marchio cool, niente di estremo, ma un mondo wear che rispecchiasse la personalità sua e dei compagni. Le prime T-Shirt (nemmeno troppo distanti da quelle droppate per la SS19), i video, le foto di Alasdair. Nel 2016 esce “The Palace”, un libro fotografico che racconta le adorabili follie di questo gruppo di skaters. Oggi, dopo 10 anni, Palace campeggia nell’immaginario dei ragazzi, ha un metodo di vendita ingegnoso ed è uno dei marchi di riferimento dello streetwear. Merito anche di un logo, che raffigura un triangolo impossibile, opera dell’illustratore Fergus Purcell.

Palace skateboards: Storia e Ascesa del brand streetwear diventato impero
Lev Tanju, “capitano” della crew dei The Palace

Com’è l’abbigliamento Palace Skateboards?

Come già anticipato, Palace è un marchio trasversale. Il che vuol dire che non si concentra solamente sul mondo skate ma pesca a piene mani nella cultura popolare inglese. E in Inghilterra c’è poco di popoular che non abbia il calcio di mezzo. Quindi ogni tanto vi troverete dinanzi a rivisitazioni di vecchie e storiche divise calcistiche della Premier League, come dimostra la collaborazione con Umbro, storico brand sportivo di Manchester. D’altro canto il padre di Lev era un ex calciatore professionista turco…

Ma le collaborazioni chiaramente non si fermano al calcio, perché i grandi marchi si sono accorti della potenza esplosiva di Palace. Uno su tutti Ralph Lauren, che ha lanciato una collezione con la partecipazione firmata Palace. Se passate dal sito Ralph Lauren vi accorgerete di un dato eloquente: già terminata!

Palace Skateboards: Ascesa del brand streetwear diventato impero
Il successo di palace sfocia in collab con l’alta moda, come è avvenuto con Ralph Lauren

Il brand nato, pensato e cresciuto in una “topaia” non solo si è fatto grande, ma è oggi un vero e proprio gigante dell’abbigliamento streetwear. Lev e compagni non sono più squattrinati ma probabilmente milionari, come dimostra il recente abbandono della loro abitazione “The Palace”. Ma, avviso agli inguaribili romantici, non si è trattato di un cambio di prospettiva dovuto al conto in banca sempre più lauto. No, semplicemente non è stato rinnovato l’affitto, perché il proprietario vuole vendere l’immobile in previsione di una ristrutturazione. Tutto nella norma.

Dove comprare i vestiti Palace?

Oramai ogni nuova collezione, qualsiasi uscita, è attesa con ansia dagli adepti. Ma dove comprare vestiti Palace oggi? Certo, se abitate a Londra, New York, Los Angeles o Tokyo potreste recarvi direttamente nei loro strabilianti negozi. La soluzione meno impervia però ve la offre il web, il miglior posto dove comprare vestiti Palace. Sia attraverso il loro organizzatissimo sito oppure dai più importanti siti di shopping americani e italiani. Se scegliete la via degli States fatevi un giro su Grailed, StockX, GOAT o Depop, se invece preferite passare da siti italiani vi consigliamo gruppi Facebook come Palace Italia, Palace Talk EU, Palace Drop Talk UK/EU oppure Laced Up Community. Girovagando tra queste proposte troverete un sacco di articoli interessanti del marchio Palace.

Un ultimo avvertimento. Palace Skateboards, storia a parte, ormai inserito tra i grandi marchi dell’abbigliamento, sta seguendo le orme di Supreme, con vendite a “Drop”, ossia la proposta settimanale di alcuni capi, che puntualmente vanno a ruba in poco tempo. Si tratta di una strategia di marketing rivoluzionaria, che consente di ottenere dall’utente interessato un costante flusso sul proprio sito web. Il giorno di “drop” di Palace è il venerdì (per Supreme invece è il giovedì). L’ulteriore punto a favore di Palace è la politica dei prezzi, molto accessibili e non esorbitanti. Rispetto a Supreme i “drop” non vanno immediatamente a ruba, consentendo ai clienti un maggior lasso temporale per poter acquistare. L’unico inghippo è rappresentato dalla presenza di spese di spedizione verso l’Italia pari a 15 sterline. Quindi, consiglio spassionato, scegliete con cura i vostri capi, raggruppateli in un unico ordine e pagherete le 15 sterline una sola volta! State ancora aspettando?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *