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Yamamoto è nel mondo della moda dagli anni ‘70, ma noi lo conosciamo soprattutto grazie alla consolidata collab con Adidas. La storia di Y-3

“Storia diversa per gente normale. Storia comune per gente speciale”. Tra i due estremi, la storia di Yohji Yamamoto. Un giovane come tanti, con le idee confuse e un destino, ad aspettarlo, davvero inatteso. Non solo la fondazione del brand di alta moda Y, ma anche una collaborazione continuativa con Adidas, che avrebbe dato vita al brand Y-3.

Siamo nel Giappone degli anni ’60, e Yohji è l’ennesimo ragazzo incerto che consegue una laurea in giurisprudenza – o almeno così ce lo immaginiamo. È a questo punto che il giovane decide di osare, di cambiare rotta e provare a realizzare quelli che crediamo essere i suoi desideri. Senza pensarci due volte, Yamamoto si iscrive alla Bunkafukuso Gakuin Design School. Pochi anni dopo, ne esce come uno dei migliori stilisti del pianeta.

La prima collezione firmata Y arriva nel 1972, ed è dedicata esclusivamente al pubblico femminile. Per la collezione maschile dovremo aspettare sino al 1979, anno in cui Yamamoto era già un consolidato direttore degli eventi di moda giapponesi. Negli anni successivi, Y è già in passerella alla Fashion Week di Parigi (1981) e di New York (1982).

Y Yamamoto begin
Photo: courtesy of @lenastore.it

Parola d’ordine: decostruttivismo

C’è un motivo se Yamamoto viene ricordato come uno dei più celebri stilisti giapponesi, alla stregua di Takahashi, Ninomiya e Miyake. E questa ragione, secondo noi, non c’entra poco e nulla con il suo brand Y-3 che, come vedremo a breve, suggellerà la collaborazione con Adidas. Anzi, tutto ciò che viene dopo sembra essere diretta conseguenza delle primissime proposte di Yohji.

Lo stilista dimostra sin da subito di poter vantare un eclettismo di primissimo ordine, aderendo a quella corrente di pensiero, tipica degli anni ’70, del decostruttivismo. Suddividere la realtà e analizzarne ogni sua componente come un’entità a sé stante, per poi ricomporle insieme creando nuovi significati. Una metodologia che, agli occhi più allenati, sembra assolutamente evidente già dalle prime proposte di Yamamoto.

Sempre in questo ambito strettamente a contatto con l’arte, negli anni ‘90 Yamamoto ha realizzato anche altri costumi finalizzati al Teatro e all’Opera: è il caso di Madame Butterfly, Tristano e Isotta e Susanoo Operas.

Y Yamamoto 2021
Yamamoto 2021

Y-3: la collaborazione con Adidas

Facciamo un salto temporale in avanti, e arriviamo all’inizio del secolo XXI. È qui che nasce una delle più geniali e propizie collaborazioni nel mondo della moda, volta all’unione di due linee solo apparentemente lontane: Y e Adidas. Nell’ottobre del 2002 viene lanciata per la prima volta la collezione Primavera/Estate 2003 Y-3, per lui e per lei. Nel nome del brand resta la “Y” di Yamamoto, cui si aggiunge un “3” (che si riferisce alle strisce del logo Adidas) e quello che in francese si chiama, appunto, “trés d’union”, ovvero tratto di unione, a testimonianza del legame tra le due case di moda.

Non ci sembra di esagerare quando diciamo che la collaborazione di Yamamoto e Adidas ha dato vita ad una nuova categoria del fashion. L’incontro tra alta moda e sportwear non solo ha dato vita a risultati squisiti e insperati. Ma si dimostra ancora oggi, dopo quasi un ventennio, più che mai attuale.

In un’epoca in cui più nessuno sembra voler rinunciare ad uno stile sportivo, dinamico, casual e rilassato, ma senza cadere nella sciatteria o nel dozzinale, Y-3 sembra essere la soluzione ideale. I tessuti sono leggeri, poco impegnativi, si adattano con facilità alle forme del corpo. E tuttavia non lasciano nulla al caso, non rinunciano alla ricercatezza, all’armonia delle forme.

y-3 parka
y-3 t-shirt

Minimal rules

L’ispirazione di Y-3, ovviamente, è il design minimalista. Anche in questo caso si riduce il concept sino all’osso, e poi lo si impreziosisce con il minimo indispensabile. Ad esempio, si predilige la qualità dei tessuti di produzione, si aggiungono piccoli tocchi di stile alla volta.

I capi sono prevalentemente baggy e plain color, e le tonalità selezionate sono quelle più eleganti e minimaliste di tutte: il bianco, il nero e le loro declinazioni (grigio e beige su tutti). Non mancano, però, indumenti in rosso o verde militare. Ad arricchirli, un logo lucido tono su tono Y-3, che può essere piccolo e laterale (al posto del taschino) oppure grande e centrale (sul retro).

Cosa possiamo aspettarci dal catalogo Y-3? Con la nuova collezione Yamamoto ha voluto ispirarsi al nomadismo contemporaneo, vale a dire a uomini e donne che votano le loro vite all’iperdinamismo. Ciò significa, al mondo d’oggi, viaggiare continuamente, per lavoro, per piacere, per turismo. Il concept dell’esplorazione e dell’avventura, ovviamente, è sempre dientro l’angolo. In questo senso, possiamo dire che Adidas garantisce sul comfort e la resistenza dei tessuti impiegati. All’attitude, ai drappeggi, al design avanguardista, ci pensa Yamamoto.

La collezione, per tutti questi motivi, è costituita da tutti i capi e gli accessori che possono tornarci utili in viaggio – inteso in senso lato. Oltre alle classiche t-shirt a maniche corte troviamo anche polo a maniche corte, maglie a maniche lunghe, felpe con e senza cerniera e capuccio. Ovviamente, ogni viaggiatore che si ripetti ha un paio di scarpe adatte. Ecco perché Y-3 propone anche numerose sneaker per lui e per lei, con la qualità Adidas e lo stile di Y. Infine, un viaggio non è tale senza uno zaino in spalla, un berretto, ma anche cinture e borracce in metallo. Tutti elementi che fanno parte del catalogo Y-3.

y-3 jacket
y-3 spring summer 21

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